“L’Iran che, visto dai finestrini, così, a distanza, mi sembrava molto più verde sia del Pakistan sia dell’Afghanistan. Ed è stato, ricordo, un viaggio meraviglioso”
L’Iran è un paese che presenta grandi
contraddizioni: alla bellezza e suggestività del paesaggio e alla maestosità
degli antichi palazzi storici e monumenti, si contrappone una grave crisi
sociale ed economica, una profonda divisione tra le due principali fazioni
religiose (sunniti e sciiti) e l’evidente chiusura mentale da parte dei più
recenti capi del governo che, chiudendo le porte in faccia all’Occidente, hanno
trascinato nuovamente il paese in un clima di recessione vanificando i
progressi compiuti in precedenza. L’Iran potrebbe essere un paese molto ricco
data la grande disponibilità di metano e petrolio nel sottosuolo; però questi
sono nelle mani di pochi ricchi del luogo che li monopolizzano e quindi non
possono essere sfruttati al meglio. Oltre a questo sono presenti molti
attentati e guerre anche tra diversi stati, per ottenere queste preziose
materie prime. Un altro problema che affligge l’Iran è quello tra le due
fazioni religiose, sciiti e sunniti: in parole povere i sunniti sono un gruppo
che voleva come successore di Maometto un califfo (estraneo); questi seguivano
la “sunnah”, ovvero la tradizione. Gli sciiti, invece, sono un gruppo che
voleva come successore di Maometto il suo genero, Alì; questi seguono “la scia di Alì” e quindi sono i “partigiani
di Alì”. Nonostante tutti questi problemi l’Iran rimane una meta molto
interessante per la sua cultura e il suo particolare paesaggio. Speriamo che un
domani possa diventare un posto migliore nel quale tutte le sue meraviglie
possano essere gustate a pieno e soprattutto in pace.
Giorgia
Faggionato

