“Ho detto: Prima sono uno sciita, poi sono un musulmano. Anzi - ho aggiunto – prima sono un hazara, poi uno sciita, poi un musulmano.”
La divisione tra sunniti e sciiti risale al periodo seguente
la morte di Maometto in cui non si sapeva come far procedere la successione e
tramandare la dottrina. Infatti i
sunniti ritenevano che il suo successore dovesse essere eletto da e tra
l’aristocrazia, per poi diventare califfo, mentre gli sciiti sostenevano che
dovesse essere un discendente di Maometto, appoggiando così la figura del cugino
Alì che era visto come naturale erede del grande profeta. Questo fatto causò una profonda
rottura che ancora oggi continua ad essere molto marcata non soltanto dal punto
di vista religioso, ma anche politico. I sunniti preferiscono seguire la tradizionale religione islamica:
seguono gli insegnamenti del Corano e utilizzano come punto di riferimento la
vita, le azioni e le parole di Maometto, difatti la parola sunniti deriva dal
termine “sunnah” che significa appunto tradizione. Gli sciiti invece hanno riti
più vicini a quelli dei cristiani e vedono come punto di riferimento il
patriarca della loro comunità identificandolo come successore di Maometto. Di
conseguenza, anche per quanto riguarda la politica, essendo questa parte
integrante della religione, è inevitabile che le idee siano sempre
contrapposte. Oggi i sunniti rappresentano la maggior parte dei musulmani e si
sono insediati nell’Africa settentrionale ed in gran parte del mondo arabo,
mentre gli sciiti si trovano principalmente in Iran ed in Pakistan. Questa
divisione è stata la causa di molte guerre e ancora oggi la riunificazione e la
pacificazione tra sunniti e sciiti sembra ancora un traguardo irraggiungibile.
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Anna F.
